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La normativa penalistica in materia di rifiuti: la Campania

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Il lavoro è dedicato alla normativa penalistica in tema di rifiuti. A partire dall’esame del Decreto Ronchi si analizzano le norme che qualificano e puniscono come reati alcune condotte connesse alla gestione dei rifiuti. Appare, in primo luogo, necessario soffermarsi sulla problematica definizione del concetto di rifiuto che ha lungamente impegnato la dottrina e la giurisprudenza. Il legislatore italiano ha mutuato la definizione di rifiuto dal diritto comunitario. Tuttavia, in sede applicativa, la giurisprudenza ne ha fornito un’ interpretazione restrittiva che ha compromesso l’effettività della tutela penale predisposta dal Decreto Ronchi.

Ciò ha determinato un conflitto tra lo Stato Italiano e l’Unione Europea e tra la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e quella della Corte di Cassazione che non è stato superato nemmeno dall’entrata in vigore del Testo Unico in materia ambientale. Solo con il D.lgs. n.4 del 16 gennaio 2008, sono state apportate modifiche e correzioni al Testo Unico Ambientale e sono state introdotte le definizioni di materia prima secondaria, di combustibile da rifiuti di qualità elevata, di compost di qualità e di centro di raccolta. Nel contempo, la Commissione Europea ha adottato la direttiva 2008/98/Ce relativa ai rifiuti che ha dato il via alla elaborazione di una nuova disciplina sui rifiuti in Europa.

Gli illeciti penali connessi al ciclo dei rifiuti sono individuati, innanzitutto, nel Decreto Ronchi e si ritrovano anche nel Testo Unico Ambientale. I recenti provvedimenti normativi adottati dal Governo per far fronte alla emergenza creatasi in Campania, invece, hanno introdotto elementi innovativi nella disciplina sanzionatoria degli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti; tuttavia, tali provvedimenti hanno suscitato alcune perplessità nella dottrina, che ne ha messo in discussione la legittimità costituzionale.

Complessivamente si può affermare che i nuovi provvedimenti, oltre a confermare il sistema sanzionatorio già vigente e ad aggiungere nuove fattispecie di reato, hanno inasprito le sanzioni. Tuttavia, tale intervento è insufficiente a fronteggiare il grave fenomeno globale dell’ecomafia che, come confermato dall’annuale rapporto redatto da Legambiente con la collaborazione delle forze dell’ordine, è in crescita. Infatti, gli illeciti accertati dalle forze dell’ordine nel corso del 2007 sono 30.124, il 27,3% in più rispetto al 2006; le persone denunciate 22.069, con un incremento del 9,7%; i sequestri effettuati 9.074 (più 19% rispetto al 2006).

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