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Cybersecurity law. Disciplina italiana ed europea della sicurezza cibernetica anche alla luce delle norme tecniche

«Ancora oggi, nella percezione più immediata della generalità delle persone, il termine cybersecurity continua troppo spesso ad essere associato a realtà suggestive, ma lontane dalla vita di tutti i giorni. Essa riesce spesso a incuriosire, a volte ad appassionare, ma quasi sempre come potrebbe farlo un film di fantascienza, perché continua ad essere percepita come una questione riservata ai soli protagonisti della governance statale e internazionale. A tale insieme circoscritto di operatori, si aggiunge qualche studioso della materia, nel ristretto perimetro fra una branca specialistica del diritto e i tecnologi del settore. Nel ripercorrere il percorso della disciplina nazionale ed europea in materia di sicurezza cibernetica – valorizzando le molteplici e variegate norme tecniche, anche internazionali, che si sono affermate in materia – l’opera descrive al lettore la progressiva espansione delle frontiere della cybersecurity che non può non interessare sempre più da vicino anche i privati, intesi sia come organizzazioni che come singoli, in quanto soggetti che interagiscono quotidianamente nel cyberspazio, un (non) luogo vero, dove trovano allocazione pure – spesso tramite i sistemi cloud sempre più pervasivi e performanti – le grandi banche dati strategiche che custodiscono le più rilevanti raccolte di dati». (Dall’introduzione di Giuseppe Busia)

Dati del libro

Titolo: Cybersecurity law. Disciplina italiana ed europea della sicurezza cibernetica anche alla luce delle norme tecniche
Autore: a cura di Alfonso Contaldo e Davide Mula
Anno: 2020
Formato: Copertina flessibile, 344 pagine
Editore: Pacini Giuridica (27 aprile 2020)
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Cybersecurity kit di sopravvivenza. Il web è un luogo pericoloso. Dobbiamo difenderci!

“Perché dovrebbero attaccare proprio me? Oggi nessuno può considerarsi al sicuro, perché gli attacchi sono sempre più frequenti e talora automatizzati.Gli strumenti informatici sono importanti, ma il punto debole della sicurezza è sempre il fattore umano. È noto che oltre il 90% dei cyber attacchi sono causati da un errore umano: può bastare un click per perdere tutti i dati personali di un utente o per mettere in crisi un’intera azienda. Questo libro racconta come il cybercrime si è evoluto, con esempi e storie vere. Vengono illustrate le tecniche d’attacco, dal phishing ai ransomware, dai malware sugli smartphone all’uso sbagliato delle password.

E soprattutto spiega come fare per difenderci, con consigli utili per gli utenti e con approfondimenti tecnici per i più esperti.Tutto questo raccolto in un unico testo che ci mostra – a 360 gradi – che cosa è la cybersecurity, una disciplina affascinante e mai noiosa, che si evolve ogni giorno con nuovi attori e attacchi sempre diversi.”

Dati del libro

Titolo: Cybersecurity kit di sopravvivenza. Il web è un luogo pericoloso. Dobbiamo difenderci!
Autore: di Giorgio Sbaraglia
Anno: 2018
Formato: Copertina flessibile
Editore: goWare (24 ottobre 2018)
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L’arte dell’inganno

“Il celebre pirata informatico spiega tutte le tecniche di “social engineering” che gli hanno permesso di violare sistemi di sicurezza ritenuti invulnerabili. Descrive le strategie impiegate dagli hacker, dagli agenti dello spionaggio industriale e dai criminali comuni per penetrare nelle reti. Si tratta di tecniche dell'”inganno”, di espedienti per usare la buona fede, l’ingenuità o l’inesperienza delle persone che hanno accesso alle informazioni “sensibili”; tecniche paragonabili alle strategie che Sun Tzu descriveva nel suo trattato sull’arte della guerra. Anche in questo caso, la manipolazione del “fattore umano”, la capacità di “ricostruire” le intenzioni, la mentalità e il modo di pensare del nemico diventa lo strumento più micidiale. Introduzione di Steve Wozniak. Consulenza scientifica di Raoul Chiesa.

Dati del libro

Titolo: L’arte dell’inganno
Autore: di Kevin D. Mitnick (Autore), William L. Simon (Autore), G. Carlotti (Traduttore)
Anno: 2013
Formato: Copertina flessibile
Editore: Feltrinelli; 8° edizione (25 settembre 2013)
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Cortocircuito. Lo schema comunicativo nei politici influencer

Da Di Maio e Salvini, da Trump alla Brexit, lo stile di comunicazione politica dove chi grida di più ha ragione, dove chi è più sicuro trionfa e dove la battuta conta più dell’approfondimento è diventato quello comune.

È lo schema politica – social media ed è in cortocircuito. In campo ci sono “Loro”, i populisti che impongono i temi perlopiù marginali di cui parlare. Nel mezzo TV e giornali capaci di amplificare il rumore e generare ulteriore disordine informativo. All’ultimo posto i cittadini, ovvero i “Noi”, che reagiscono scandalizzati a ogni provocazione schierandosi e commentando provvedimento del Ministro del Lavoro come se fosse un outfit di Chiara Ferragni.

Quando e come si è creato questo stile di comunicazione? Chi sono gli attori e perché è importante fermarlo? In questo pamphlet dal taglio narrativo, Gabriele Ferraresi racconta casi significativi degli ultimi mesi e insieme all’analisi di sociologi, linguisti e filosofi cerca di capire i meccanismi di questa strategia di amplificazione del segnale basata sull’indignazione dei “buoni”, che si galvanizzano a colpi di condivisioni su Facebook, retweet e commenti su Instagram.Un meccanismo consolatorio ma inutile: serve forse a contarsi, a sentirsi meno soli, ma andrebbe fatto con cautela. Perché è esattamente il carburante di cui hanno bisogno “Loro”. Glielo stiamo regalando e sarebbe il caso di smettere.

Dati del libro

Titolo: Cortocircuito. Lo schema comunicativo nei politici influencer
Autore: Gabriele Ferraresi
Anno: 2019
Formato: Ebook Kindle (anche in Copertina flessibile)
Editore: Ledizioni (18 luglio 2019)
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Cosa Nostra spiegata ai ragazzi

“In un tempio della cultura qual è la scuola,
non si può non parlare di quella che io chiamo
la cultura della legalità, una cosa
che probabilmente a scuola s’insegna molto poco.

È il 1989. La seconda guerra di mafia ha insanguinato la Sicilia e imposto sull’isola la dittatura armata dei corleonesi di Riina, ma non è ancora giunto il momento dell’attacco al
cuore dello Stato. 
Nonostante questo, il giudice Borsellino – di
fronte agli studenti di un liceo di Bassano del Grappa – racconta una storia che, a 30 anni di distanza, sorprende ancora per la sua triste
attualità.
Con parole semplici, chiare e dirette, il magistrato delinea un quadro inquietante fatto di omicidi, estorsioni e rapimenti.
E lo fa di fronte a ragazzi del Nord Italia, una realtà apparentemente lontana da certi scenari. Ma i tentacoli della piovra sono lunghi e Borsellino lo sa bene. E con questo discorso
cerca di mettere in guardia la giovane platea, affinché impari a riconoscere la mafia in tutte le sue manifestazioni, dalle più eclatanti a quelle più nascoste e, per questo, insidiose.
Un documento importante, che suona ancora oggi come monito troppe volte rimasto inascoltato.”

Dati del libro

Titolo: Cosa nostra spiegata ai ragazzi
Autore: Paolo Borsellino
Anno: 2019
Copertina flessibile: Ebook Kindle (anche in brossura)
Editore: Paper First (4 luglio 2019)
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Chi (non) l’ha detto: Dizionario delle citazioni sbagliate

“Gesù Cristo non disse mai «Lazzaro, alzati e cammina!» 
Galileo Galilei non esclamò «Eppur si muove!» 
L’adagio «A pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina» non è di Giulio Andreotti. Sarà vero l’aforisma di Winston Churchill secondo cui a Londra «un taxi vuoto si è fermato davanti al numero 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee»? No, falso: infatti si trattava di una carrozza e ne discese, a Parigi, Sarah Bernhardt. «Vivi come se tu dovessi morire subito, pensa come se tu non dovessi morire mai» sarà del filosofo Julius Evola o della pornostar Moana Pozzi? Sono passati più di vent’anni da quando Paolo Mieli, per due volte direttore del «Corriere della Sera», minacciò: «Una citazione latina sbagliata in un discorso o riportata erroneamente in un articolo dovrà diventare un’onta perenne, un guaio peggiore di un avviso di garanzia». Purtroppo, da allora, poco è cambiato, se non in peggio. Giornalisti e politici continuano ad attribuire pensieri in libertà a personaggi che non si sono mai sognati di esprimerli. Convinto che il “citazionismo” sia la deriva che più ha tolto credibilità alla casta degli scribi cui egli stesso appartiene, Stefano Lorenzetto ha sottoposto a radiografia detti, non detti e contraddetti, cercando di scoprire, per i più celebri, come e perché si siano diffusi in modo errato. I risultati dell’indagine risultano sconcertanti e al tempo stesso divertenti. L’esclamazione «Elementare, Watson!» non è mai uscita dalla bocca di Sherlock Holmes né tantomeno dalla penna di Arthur Conan Doyle. E, a dispetto dell’aneddotica circolante su Mike Bongiorno, la signora Longari ha spiegato all’autore di questo libro che non è mai caduta sull’uccello. Materia sterminata, infingarda, magmatica, cangiante. Forse perché «la vita stessa è una citazione», diceva Jorge Luis Borges (ma l’avrà detto davvero?)”

Dati del libro

Titolo: Chi (non) l’ha detto: Dizionario delle citazioni sbagliate
Autore: Stefano Lorenzetto
Anno: 2019
Copertina flessibile: 282 pagine (anche in ebook)
Editore: Marsilio (4 luglio 2019)
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