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L’adrogatio e il testamentum calatis comitiis

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Il presente lavoro è dedicato allo studio di due istituti giuridici del diritto romano arcaico: l’adrogatio e il testamentum calatis comitiis.
L’indagine finalizzata alla scoperta delle origini e delle funzioni di questi due istituti impegna tuttora la dottrina romanistica che, attraverso l’esegesi delle poche fonti giuridiche e letterarie di epoca classica e postclassica che fanno riferimento sia all’adrogatio che alla più antica forma di testamento, cerca di ricostruirne la struttura e la natura giuridica.
Nello svolgimento del presente lavoro si è proceduto alla lettura di tali fonti interpretate dalla dottrina cosicché è stato possibile verificare la stretta connessione esistente tra i due istituti giuridici che rientrano entrambi nella disciplina giuridica della famiglia romana e vanno letti alla luce del medesimo contesto sociale: quello della età arcaica a partire dalla fase precivica.
Ciò ha reso opportuno sviluppare la ricerca e lo studio dedicando la prima parte del lavoro all’adrogatio. Questa prima parte è divisa in tre capitoli: il primo tratta del tema della patria potestas, un concetto fondamentale per comprendere la struttura organizzativa della famiglia romana arcaica che non si configura solo come un gruppo di individui legati reciprocamente da vincoli di sangue ma soprattutto come un nucleo con funzione sociale, politica, religiosa ed economica di soggetti i quali, pur non avendo una comune discendenza di sangue, sono tutti sottoposti all’autorità di un pater cioè alla sua potestas. Tale sottoposizione può scaturire sia naturalmente dalla nascita dal pater sia artificialmente dalla introduzione nella famiglia mediante gli istituti giuridici dell’adoptio e dell’adrogatio.
Il secondo capitolo, quindi, serve ad approfondire il tema dell’adrogatio, un tipo dell’adoptio in senso ampio che nella forma originaria dell’ adrogatio per populum richiede la presenza e il voto del comizio curiato cioè dell’assemblea del popolo diviso in curie a conferma della sua fondamentale funzione pubblica e religiosa .
Il terzo capitolo, invece è dedicato all’ adrogatio per rescriptum principis cioè alla forma postclassica dell’ adrogatio che nasce e si afferma per effetto del progressivo mutamento della struttura sociale di Roma, della funzione che in essa svolge la famiglia e quindi anche dell’adrogatio stessa.
Al termine della prima parte, quindi, è possibile avere una visione d’assieme dell’adrogatio attraverso la descrizione della sua funzione, del procedimento di esecuzione, degli effetti e del suo ambito di applicazione e della sua evoluzione così da differenziarla rispetto ad altri istituti analoghi (come ad esempio l’adoptio testamentaria) e connessi (come la detestatio sacrorum).
La seconda parte del lavoro è dedicata al testamentum calatis comitiis che, nel silenzio delle fonti, risulta essere un istituto giuridico molto misterioso. Infatti esso, stando alle poche fonti disponibili e risalenti all’età classica, è la forma più antica di testamento che il diritto romano ha elaborato.
La sua storia si connette alla storia delle origini della successio in ius. Per questo motivo il primo capitolo della seconda parte è dedicato alla trattazione generale del tema della successio in ius distinguendo quella inter vivos da quellamortis causa. Il secondo capitolo, poi, è dedicato alla sola successio in ius mortis causa definendo l’origine e l’evoluzione delle sue due forme: ab intestatotestamentaria.
La ricerca sulla nascita ed evoluzione della successio in ius mortis causarichiede, ancora una volta, un riferimento alla struttura politica ed economica che caratterizza la società di Roma arcaica, costituita da un insieme di famiglie investite di un ruolo non solo domestico ma soprattutto pubblico.
L’approfondimento del tema della successione testamentaria segue lo studio del dibattito dottrinale sul tema della relazione cronologica e logica esistente tra lasuccessio in ius testamentaria e ab intestato e conduce all’analisi delle forme più antiche di testamento e quindi, per questa via, al terzo capitolo dedicato interamente al testamenutm calatis comitiis.
La conclusione della seconda parte del lavoro intende portare luce (nei limiti angusti in cui le fonti disponibili lo consentono) sulla struttura, la funzione e gli effetti di questa forma di testamento, soffermandosi sulla ricerca delle motivazioni sociali e politiche che ne determinano la nascita e poi la scomparsa.
Al termine del lavoro si formulano delle considerazioni conclusive in merito al tema affrontato, ricostruendo le fasi della nascita, dell’ evoluzione e della scomparsa sia dell’adrogatio sia del testamentum calatis comitiis all’interno dell’ordinamento giuridico romano. Tale processo evolutivo ha sullo sfondo le vicende della storia sociale, economica e istituzionale di Roma e in essa trova il suo fondamento e la sua giustificazione. Pertanto è inevitabile prendere posizione in merito alle due diverse ipotesi ricostruttive della storia precivica di Roma invalse in dottrina, preferendo decisamente quella gentilizia. Questa scelta di campo è fondamentale per effettuare la comparazione tra i due istituti giuridici e induce a concludere che l’adrogatio e il testamentum calatis comitiis sono diversi quanto a funzione e natura giuridica.

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