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Politica europea di vicinato nel mediterraneo

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Il presente lavoro, attraverso l’analisi della normativa comunitaria e con il contributo della dottrina, ricostruisce l’evoluzione della Politica Europea di Vicinato nella regione euro mediterranea ed esamina le prospettive del suo rilancio.

Il primo capitolo ripercorre le tappe iniziali del processo di sviluppo della politica comunitaria relativa ai rapporti con gli Stati della sponda sud del Mediterraneo, a partire dagli accordi di associazione di prima generazione e fino al Partenariato Euromediterraneo fondato su due pilastri: da un lato la creazione di una zona euromediterranea di stabilità politica e di sicurezza, dall’altro la creazione di una zona economica euromediterranea. La nuova politica euromediterranea è stata ufficialmente inaugurata in occasione della Conferenza di Barcellona del 1995. I Paesi partecipanti hanno approvato una Dichiarazione costituita da un preambolo e quattro capitoli dai quali emergeva il profondo mutamento di prospettiva nella politica euromediterranea che intendeva migliorare le condizioni politiche ed economico-sociali della zona, globalmente considerate, per restituire al bacino del Mediterraneo una stabilità fondamentale anche nel processo di costruzione dell’Unione Europea.

Il secondo capitolo del lavoro è dedicato alla ricostruzione delle fasi di attuazione del Partenariato euromediterraneo e della Dichiarazione di Barcellona del 1995, attraverso l’analisi degli accordi euromediterranei di associazione.  Inoltre, esaminate le motivazioni che hanno condotto al fallimento del processo di Barcellona, introduce l’Unione per il Mediterraneo (UPM), organizzazione internazionale nata nel 2008 che, come si vedrà meglio nel capitolo quarto, non è stata in grado di affrontare gli effetti dei numerosi conflitti scoppiati nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo e della cosiddetta “primavera araba”.

Il terzo capitolo del lavoro esamina la Politica Europea di Vicinato (PEV) varata a partire dal 2003 allo scopo di migliorare i rapporti con sedici Paesi confinanti, sia nell’area del bacino del Mediterraneo, sia delle ex Repubbliche Sovietiche: Algeria, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Israele, Libano, Libia, Moldavia, Marocco, Territori occupati di Palestina, Siria, Tunisia e Ucraina.

Anche con la PEV, come con l’UPM, l’UE ha voluto reagire al fallimento del processo di Barcellona, inaugurando una politica estera che consentisse di stabilire relazioni con i Paesi confinanti, diverse e più intense rispetto a quelle garantite dal ricorso al partenariato. Tuttavia, se per i Paesi dell’Europea Orientale la PEV ha rappresentato un innegabile progresso, ciò non è accaduto per i Paesi mediterranei le cui aspettative sono state, in breve tempo, ridimensionate dal crescente scetticismo nei confronti della retorica ottimistica di integrazione dell’UE e dalle fallimentari esperienze precedenti. Infatti, per i Paesi mediterranei, la PEV si è sovrapposta al Partenariato Euro-Mediterraneo del processo di Barcellona operante già da tempo con risultati deludenti.

Il quarto capitolo è dedicato all’esame approfondito dell’Unione per il Mediterraneo e delle cause del suo fallimento. Essa, è nata dalla proposta del Governo francese di arricchire la governance nel Mediterraneo con un’ulteriore sfera di cooperazione che riunisca tutti i Paesi rivieraschi su questioni di interesse reciproco, adottando un approccio basato su progetti concreti. Tuttavia, la struttura dell’UPM si è rivelata particolarmente inadeguata a fronteggiare le sfide lanciate dai conflitti scoppiati nell’area sud del mediterraneo e dalla “primavera araba”. Pertanto, nella comunicazione della Commissione “Un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale” del 2011 si afferma per la prima volta la necessità di riformare l’Unione e negli ultimi anni, diversi sono stati i tentativi di rilancio della sua attività.

L’ultimo capitolo del lavoro è dedicato agli sviluppi recenti delle relazioni dell’Europa con i Paesi del Mediterraneo, basate sulle due visioni multilaterali, la PEV e l’UPM, che si affiancano agli accordi di associazione e sono espressione di due approcci diversi. Infatti, la PEV esprime un approccio fiducioso basato sul rafforzamento del dialogo e del buon governo con i Paesi vicini attraverso accordi differenziati con ciascuno di essi. L’UPM, invece, limita il dialogo politico e promuove iniziative per progetti di carattere tecnico ed economico.  Come si è detto, l’UPM ha manifestato la fragilità della sua struttura intergovernativa e necessita senz’altro di un intervento di rilancio.

Anche la PEV è stata sottoposta ad un processo di revisione nel 2011 in risposta agli eventi della “primavera araba”.

La Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza comune, resa nota il 25 maggio 2011 ha  introdotto la nuova PEV ridefinendo l’approccio generale, i principi, le aree di intervento prioritarie, lo stanziamento di risorse finanziarie opportuni per consentire a tale strumento di sostenere più efficacemente i processi di riforma politica, economica e sociale nei Paesi limitrofi e per attribuirle una maggiore capacità di tutela dei diritti umani e delle libertà individuali.

Un’ulteriore revisione della PEV è stata altresì sollecitata dalla Commissione Europea e dall’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza con il Documento di consultazione “Verso una nuova PEV” del 04 marzo 2015, con il quale è stata lanciata una procedura di consultazione che costituisce la base di un’ulteriore comunicazione, prevista per l’autunno del 2015.

Un contributo alla consultazione è stato fornito anche dal Parlamento italiano. Infatti, le Commissioni affari esteri del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, rispettivamente il 16 giugno e il 5 agosto 2015 hanno approvato due atti di indirizzo, analoghi e complementari nell’impostazione, che individuano una serie di  priorità per la futura politica di vicinato.

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